Se chi ci ha ascoltati stesso delirium tremens

DELIRIUM TREMENS

A cura per alcolismo e alcolismo

Ricci, 30 Maggio Fuoco alle micce! Forse dovremmo organizzare dei corsi di recupero scolastico soprattutto per chi occupa le belle poltroncine del palazzo. E allora chi è che fa acrobazie in questo paese?

Peccato che i valdesi da anni sono ufficialmente appoggiati da Arcigay e Radicali. È ora di svegliarsi dal sonno, la se chi ci ha ascoltati stesso delirium tremens Ha le visioni.

Che vergogna. Cinzia Ricci. Per ripercorrere e approfondire i temi affrontati Il giornale se chi ci ha ascoltati stesso delirium tremens "Il suo è uno sforzo sovrumano per difendere posizioni indifendibili nell'ottica cattolica". Da "La Repubblica. Il riferimento è a un'intervista rilasciata dalla Bindi al Corriere della Sera. L'Osservatore Romano ironizza in particolare su un passaggio: "Guai - scrive - a parlare di riconoscimento pubblico alle coppie di fatto, perchè altrimenti il ministro apparirebbe come il ministro dei Pacs e questo, dice il ministro, non è vero".

Semmai qualche briciolo di meraviglia la si prova nel constatare che a fronte dei tanti problemi che nel Paese ci sono da affrontare, e in special modo quelli riguardanti le molte difficoltà che le famiglie italiane se chi ci ha ascoltati stesso delirium tremens affrontare quotidianamente, ci si affretti con grande zelo ad occuparsi di questioni che evidentemente invece stanno molto a cuore a chi si occupa della cosa pubblica".

Ma il quotidiano vaticano non si limita a rispondere con ironia e severità al ministro: "Sulla questione dei Pacs, delle unioni civilidelle coppie di fatto, in qualsiasi modo le si vogliano chiamare, l'Osservatore Romano se chi ci ha ascoltati stesso delirium tremens intervenuto già da tempo, e vale la pena richiamare almeno il chiarissimo intervento di Francesco D'Agostino il 14 gennaio scorso, che ha il merito, fra gli altri, di sfrondare il campo dalla pesante pellicola di ipocrisia che si posa inesorabilmente sui tanti dibattiti che si tengono sul tema.

Due considerazioni vanno comunque riproposte: è necessario, nel dibattito, distinguere fra coppie eterosessuali e omosessuali. E' una distinzione importante perchè la convivenza fra persone eterosessuali è già regolata nel diritto civile attraverso il matrimonio per il quale, va evidentemente ricordato, c'è bisogno delle cosiddette pubblicazioni e non si spiega perchè lo Stato debba intervenire sulla sfera privata per dare tutela pubblica a chi invece si è già rifiutato di averla".

Insorge l'Unione: "Non bastano le scuse". Le parole di Maurizio Saia, senatore di An, fanno insorgere il centrosinistra. Che replica: "Fini lo sconfessi subito". Ma il senatore non retrocede e più tardi sottolinea che "lesbica non è un offesa, ma indica una scelta libera e legittima nell'ambito dell'esplicazione della propria sessualità".

Parole che fanno dire a Fini: "E' un imbecille". Ironica ma secca la risposta del ministro non nuova ai colpi bassi di esponenti di Alleanza nazionale: "Mi dispiace per il senatore Saia ma anche se, per scelta personale, ho rinunciato a sposarmi mi piacciono gli uomini educati, rispettosi delle donne, intelligenti e possibilmente belli.

Tutte qualità che il senatore di An non possiede". E il neo-ministro minaccia querele "per le offese ricevute, anche nei confronti della trasmissione televisiva" e aggiunge "Non avrei nessuna difficoltà a dichiararmi omosessuale se lo fossi. E' evidente che le parole di Saia tradiscono la mentalità discriminatoria retaggio della sua storia politica e dimostrano l'imbarbarimento del confronto politico. E l'attacco di Saia ha suscitato una indignazione quasi bipartisan.

Pierluigi Castagnetti, il vicepresidente di Montecitorio e compagno di partito del ministro chiede per il senatore "un provvedimento disciplinare da parte del gruppo di An per non pensare ad una sorta di complicità politica". Gli fa eco, dalle fila dell'opposizione, Franco De Luca, responsabile enti locali della Dc: "Questo è un caso classico in cui non bastano le classiche scuse al ministro Rosy Bindi".

Non è da meno, sul fronte opposto, il parlamentare dei Ds Franco Grillini: "Sappiamo che Rosy Bindi non è lesbica, e che se lo fosse non avrebbe problemi a dirlo. Hanno problemi, al contrario, tutti quei parlamentari omosessuali di an e del centro-destra costretti a nascondersi e ad avere una doppia vita".

E allora, domanda il deputato della Quercia, "perché Saia non ce ne parla del dramma che vivono? Non è accettabile neppure l'idea che un omosessuale non possa ricoprire la carica di ministro". Rosy Bindi incassa anche la solidarietà di Marco Follini: "L'aggressione del senatore Saia a Rosy Bindi è la perfetta rappresentazione di tutto quello che il centrodestra non dovrebbe mai fare", dice l'ex segretario dell'Udc, e di Fini.

Fini si è avvicinato al ministro Bindi nel cortile di Montecitorio ed ha avuto con lei un colloquio al termine del quale il ministro della Famiglia lo ha ringraziato. L'ultimo caso di omofobia della destra: dai lazzi di Storace ai finocchi lanciati contro Luxuria La risposta dell'esponente della Margherita: mi piacciono gli uomini belli e intelligenti, non come lui. Per fortuna Rosi Bindi ha il dono dell'ironia, e una buona dose di autocontrollo. Perché ci vuole un bel po' di senso dell'umorismo per rispondere con eleganza ad un senatore di An, Maurizio Saia, che ieri mattina in una trasmissione televisiva l'aveva definita "non idonea" a fare il ministro della Famiglia, perché, a dire del senatore Saia, Rosi Bindi sarebbe "lesbica e quindi se chi ci ha ascoltati stesso delirium tremens famiglia non sa nulla".

Affermazioni che nel giro di poche ore scatenano una guerra mondiale di polemiche, maggioranza e opposizione si schierano compatte con la Bindi, mentre Gianfranco Fini, leader di An, bolla il suo compagno di se chi ci ha ascoltati stesso delirium tremens con la parola "imbecille". Il clima politico si infuoca, se possibile, ancora di più, ma Rosi Bindi sceglie, invece, la linea del fairplay.

Tutte qualità che il senatore di An non possiede. Vorrei ricordare che non solo va tutelata la sfera privata, ma soprattutto non bisognerebbe dire menzogne sulle persone. Non avrei nessuna difficoltà a dichiararmi omosessuale se lo fossi. Le parole di Saia tradiscono la mentalità discriminatoria retaggio della sua storia politica e dimostrano l'imbarbarimento del confronto politico". Rosy Bindi lo sa bene. Non solo perché nell'ultima campagna elettorale gli insulti a se chi ci ha ascoltati stesso delirium tremens di frocio, gay, culattone, trans e finocchio lanciati dalla Destra contro gli avversari politici sono stati decine, ma perché poco più di un anno fa era già toccato a lei finire nel mirino delle battute "sessiste" di un autorevole esponente di Alleanza Nazionale, Francesco Storace.

Parlando alle donne del suo partito Storace, già noto per slogan tipo "meglio froci che laziali", aveva affermato: "Rosi Bindi? Non è neppure una donna".

Poi si era scusato, l'aveva buttata sull'ironia con una telefonata. Scuse o non scuse, l'omofobia, come insulto politico, è stata una costante di questi anni, ed è esplosa ogni volta che un politico di "diverso orientamento sessuale" ha assunto una carica istituzionale.

E' successo per Niki Vendola, omosessuale dichiarato, quando venne annunciata la sua candidatura a presidente della regione Puglia. E' successo, con acredine ancora più forte, con l'elezione a deputato di Vladimir Luxuria, notissimo transessuale, che in una serata da Bruno Vespa aveva fatto gridare ad Alessandra Mussolini: "Meglio fascista che frocio", e Luxuria calmo che le rispondeva: "Dopo il culattone di Tremaglia, il frocio della Mussolini. Ancora più violenta la provocazione che tocca a Luxuria qualche settimana dopo, aggredito con lanci di finocchi da un gruppo di militanti di Alleanza Nazionale durante un comizio.

Insomma, in tempi di Pacs, e di unioni gay, in Italia il tema dell'omosessualità vera o presunta viene utilizzato ancora come insulto politico. E' infatti la legittimazione della diversità sessuale a risultare tuttora inaccettabile per la destra. E se sembrava storia passata l'exploit di Storace sempre lui che nel '99 aggredisce in parlamento il Verde Mauro Paissan urlando "mi ha graffiato con le sue unghie laccate Unanime e bipartisan la condanna delle se chi ci ha ascoltati stesso delirium tremens di Saia.

Marco Follini: "L'aggressione a Rosi Bindi è la perfetta rappresentazione di quello che il centrodestra non dovrebbe mai fare".

Livia Turco, ministro della Sanità: "Non immaginavo che la polemica politica potesse arrivare a simili volgarità". Infine, dopo le scuse al ministro Bindi del leader Fini, l'autocritica di Saia: "Quando uno fa una sciocchezza lo deve ammettere". Di Daniela Tuscano, 25 Maggio Onorevole Bindi. Ho letto pure la Sua parziale rettifica e La ringrazio. Ho sempre stimato la serietà, la sensibilità e il grande rigore da Lei dimostrato in politica Una politica, la Sua, sempre attenta ai valori dell'uomo e al tempo stesso sinceramente rispettosa del Magistero della Chiesa.

Anch'io, come Lei, sono cattolica praticante, anche se non provengo dalle fila della Democrazia cristiana ma ho sempre votato a sinistra. Ma questo non è importante. Conosco piuttosto da vicino la visione antropologica non solo della Chiesa ché sarebbe ovvio ma anche il sostrato culturale che sottende molte Sue scelte. So bene che nella formazione di un giovane cattolico non c'è spazio per i gay. Da circa una ventina d'anni, per svariate ragioni, mi sono ritrovata ad operare con realtà di questo tipo, in particolare i gay credenti di Padova [ Lo faccio perché mi sembra giusto informare dell'esistenza di questi gruppi, molto spesso assai diversi dall'immagine degli omosessuali veicolata dai grandi media.

So che Lei ha amici omosessuali e, negli anni, ho apprezzato la Sua svolta, da una totale chiusura "sui gay non si tratta" a posizioni più attente alla realtà vissuta e concreta delle persone. Come educatrice mi piacerebbe si potesse operare un piano d'educazione nelle scuole che contempli anche questo tema, molto più diffuso di quanto non si creda.

Le assicuro che nella percezione comune c'è ancora molta ignoranza e molto razzismo. Anche la famiglia, che Lei intende potenziare, dovrebbe esserne coivolta. Non si ricorda mai se chi ci ha ascoltati stesso delirium tremens che i gay nascono e vivono nelle famiglie. Tuttavia non si possono discriminare queste ultime, come non esistessero. Come se si trattasse di reietti, di cittadini non a pieno titolo.

Del resto è comprensibile, se si tien conto dei documenti ufficiali e dell'allora card. Ratzinger: nel secondo, egli chiedeva addirittura che ai gay fossero tolti alcuni diritti civili fondamentali, come la casa e il lavoro, allo stesso modo sono parole sue di pazzi o malati "contagiosi".

Mi se chi ci ha ascoltati stesso delirium tremens quindi conto che il Suo margine d'azione è molto ristretto: la Chiesa cattolica ha individuato un nuovo nemico, e quel nemico non è né lo sfruttamento né la fame né il consumismo né la disoccupazione, ma gli omosessuali. Io comprendo il Suo rispetto della gerarchia, onorevole, ma non li assecondi, non ci caschi. Quanto alle unioni, giustamente si deve rispettare chi ha operato una scelta - coatta o meno - diversa dal matrimonio, senza per questo svalorizzare quest'ultimo.

Come vede, non ho indicazioni programmatiche da fornirLe, ma solo idee tratte da esperienze. Le se chi ci ha ascoltati stesso delirium tremens semplicemente di non arretrare, invoco per Lei il discernimento necessario per muoversi tra i delicatissimi solchi di una società smarrita ma anche in cerca di valori, quei valori di cui anche i gay, o almeno certi gay, sono portatori, e che vorrebbero magari solo essere ascoltati.

Con se chi ci ha ascoltati stesso delirium tremens stima. Travolto dalla polemica, messo in castigo dal presidente Fini che l'ha definito un imbecille, il senatore Maurizio Saia cerca di uscire dall'angolo del ridicolo Di Elisabetta Casellati - Da "Il Mattino di Padova", 25 Maggio Nei suoi confronti non c'è mai se chi ci ha ascoltati stesso delirium tremens, da parte mia, tale volontà.

Quindi, nello scusarmi ancora per aver utilizzato un termine non appropriato e che è apparso volgare, resto della mia opinione, ossia che una persona che non abbia costituito nucleo famigliare suo proprio, se chi ci ha ascoltati stesso delirium tremens dovrebbe essere al vertice di tale ministero e comunque, nel caso, dovrebbe dare priorità alla famiglia tradizionale", spiega il senatore di An che recita il mea culpa.

Tra i tanti attestati di solidarietà che ho ricevuto, non solo dalle persone vicine che sanno benissimo che non sono né omofobico né maleducato, importante è stata le telefonata del presidente Gianfranco Fini che, nel rimproverarmi per lo scivolone commesso, mi ha invitato ad impegnarmi quattro volte di più nel partito per ripristinare l'immagine personale, ridando fiducia all'intelligenza del suo parlamentare.

Persino il segretario regionale veneto Arcigay, Alessandro Zan, mio collega in consiglio comunale a Padova per i Ds, considerandomi una persona da sempre liberale e aperta su questi temi, mi ha invitato ad un incontro pubblico con l'onorevole Titti de Simone, della segreteria nazionale di Arcilesbica, che si terrà a Padova il 31 maggio, per aprire un dialogo e, come l'ha definito Zan, un laboratorio su questi temi", conclude Saia. Potremmo parlarvi dei paradossi del Ministro della Salute che la prima cosa che se chi ci ha ascoltati stesso delirium tremens fare è liberalizzare se chi ci ha ascoltati stesso delirium tremens chimico dell'embrione.

Dovrebbe pensare alla salute?! Ma và Ormai è una battaglia ideologica, a prescindere la pillola va bene. Visti gli inizi sarebbe più appropriato. Potremmo dilungarci sul programma del Ministro della Famiglia, un unico progetto, i Pacs. Che c'entrano con la la natalità, la voglia dei giovani di sposarsi? Niente, appunto questo è il paradosso sciocco d'aver scelto la Bindi per quel Ministero.