Cura di alcolismo nelle cliniche statali di Mosca

Alcolismo: come uscirne?

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Gianluca Savoini coltiva due passioni, entrambe di lunga data: quella per la Russia, nata da ragazzo sulle pagine dei classici e cresciuta negli anni novanta, nel corso di cura di alcolismo nelle cliniche statali di Mosca più frequenti visite a Cura di alcolismo nelle cliniche statali di Mosca, e quella per la Lega, di cui è militante della prima ora. Sin dagli anni novanta Savoini ha lavorato per far dialogare Russia e Lega, allacciando in particolare contatti con il Partito Liberaldemocratico di Zirinovskij.

Incuriositi dalle sue posizioni gli abbiamo chiesto di rispondere a qualche nostra domanda, richiesta cui Savoini ha cortesemente acconsentito. Saker Italia: Vorremmo incominciare facendo il punto della situazione. E se esiste, ha bisogno di una messa a punto? Riappropriarci del nostro destino, affermare realmente il principio della democrazia diretta, farla finita con codici, regolamentazioni, patti internazionali che risalgono alla fine della seconda guerra mondiale e che sanno di muffa, incapaci di rispondere alle sfide del nostro secolo, ben diverse da quelle del secolo passato: questo, in estrema sintesi, è il sovranismo.

Che passa dal recupero di una sovranità popolare, economica, monetaria, militare, culturale, politica, oggi inesistente. Crede che sarebbe possibile una convergenza su questo punto dopo le prossime elezioni? Salvini ha immediatamente compreso la partita geopolitica in corso e ha agito di conseguenza e coerentemente.

Gli altri — peraltro non molti e in maniera molto meno decisa — si sono accodati dopo. Fino a che punto siete disposti ad andare per difendere la linea filo russa? Siete disponibili ad una rottura irreversibile con la UE, ad esempio sul tema delle sanzioni, e con la NATO, qualora venisse preteso di confermare la nostra presenza militare nel Baltico?

Dovreste sentire Salvini e il responsabile degli esteri Giancarlo Giorgetti. La mia opinione personale è quella peraltro annunciata dal leader leghista in numerose occasioni: se la Lega tornerà al governo, uno dei primi provvedimenti da attuare sarà proprio quello di togliere le sanzioni italiane alla Russia. Anche a costo di scontrarsi con Bruxelles. Sulla NATO, ho ascoltato con interesse le idee di Trump, quando ha dichiarato che se gli stati europei vogliono ancora utilizzare la NATO per la difesa comune, devono pagarsi le basi militari.

La Russia vive nel XXI secolo, come tutti gli altri paesi del mondo. Al di fuori delle due-tre grosse metropoli russe, sicuramente più secolarizzate, ma non ai livelli delle nostre, esiste una Russia profonda ancorata ad antichi valori che vengono preservati. Come sappiamo anche la Russia ha questo problema. Oltre tutto si tratta di immigrati per lo più di fede islamica, che in Russia hanno pieno diritto di esercitare la propria fede una delle quattro ufficiali nel paese… essendo la Russia peraltro membro osservatore della Organizzazione delle Comunità Islamiche.

La Russia è il paese più grande del mondo e ha vaste aree deserte. Sarebbe fondamentale riappropriarci delle nostre idee fondanti, del nostro senso di appartenenza ad una comunità continentale basata su una storia comune e difenderla con forza in tutti i campi della vita.

Un suicidio in piena regola. Quando vedo che in Svezia in TV le previsioni del tempo vengono lette da una signora musulmana velata mi chiedo se non si stia impazzendo tutti. In Svezia!

Una donna velata! In realtà non si ha notizia di rapporti regolari fra Putin e Dugin che, a dire il vero, è stato licenziato dalla Università di Mosca per cura di alcolismo nelle cliniche statali di Mosca sue posizioni ultranazionaliste. A ben vedere Dugin sembrerebbe quindi un filosofo a cui piace tenere contatti con gruppi esteri a titolo personale.

Lo incontrai nei primissimi tempi della Russia non più sovietica, in cui serpeggiavano gruppi politici di opposta estrazione ideologica che si unirono contro il regime liberista e filo-occidentale di Boris Eltsin. Ma circoli culturali vicini al Cremlino lo frequentano e analizzano le sue teorie geopolitiche con grande interesse, in particolare quelle euroasiatiste. SI: Il tipo di comunicazione che fa Lombardia Russia pare potersi avvicinare ad un certo pensiero filosofico di destra sociale, ad Evola, a De Benoist.

Vi riconoscete in questa tradizione culturale o ne prendete le distanze? Non ci interessa essere catalogati nè a destra nè a sinistra. Non abbiamo mai preso posizione a livello ideologico. Recentemente ho incontrato in Germania ad un convegno sulle sanzioni alla Russia un parlamentare del Partito comunista russo e a Milano un esponente dei comunisti svizzeri e ho trovato con loro molti punti di contatto sulle tematiche che la nostra associazione tratta.

Da tutti ho imparato qualcosa, essendo tutti quanti maestri del pensiero. Tuttavia Lei non sembra una persona sfiduciata, il suo stesso impegno testimonia una cura di alcolismo nelle cliniche statali di Mosca nel futuro.

Decadenza ed ostilità verso la Russia sono per noi un destino già scritto o ci aspetta qualcosa di meglio? Bisogna sempre operare per il Bene e difendere i valori positivi contro il materialismo e la decadenza che ci viene regalata dalle centrali globaliste. Negli ultimi venti anni abbiamo assistito a velocissimi e repentini cambiamenti epocali. Sembra che siamo nel pieno di un avvitamento su se stesso del Nuovo Ordine Mondiale sorto sulle macerie del Muro di Berlino.

Finisce un mondo e ne sorgerà un altro, come la storia insegna. Lo vedremo? Sarà migliore o peggiore? Ma bisogna lavorare tutti per renderlo migliore. Il destino conduce colui che vuole agire, mentre travolge chi non agisce.

Qui non solo viene spiegata bene tutta la faccenda, ma anche che si tratta di una bufala. Possiamo anche parlare, con moderazione, di rivendicazioni salariali. Ma qui iniziano i problemi, perché il tema salari ci porta a quello euro ed UEe questo alla forma nazione come unica sede democratica entro cui far valere i diritti economici. Arrivati a quel punto, si sbatte fatalmente su Putin.

Ci ho ripensato per due cura di alcolismo nelle cliniche statali di Mosca. La maggioranza disconnette il cervello con un riflesso pavloviano ed inserisce il ripetitore automatico delle migliori patacche mainstrem selezionate dallo spacciatore di balle russofobe di fiducia: Huffington, Repubblica o Manifesto… qualcuno pensa davvero che si tratti di testate diverse? A questi amici ho solo una cosa da dire: fratellipace! Spesso questi compagni solidarizzano con il Donbass, nella misura in cui ci trovano degli echi della tradizione sovietica.

Le loro obiezioni sono di due tipi. Queste due obiezioni colgono parti di verità sufficienti a meritare una confutazione nel merito. A quel tempo esistevano numerose grandi potenze, ciascuna al centro di un impero coloniale.

Prima di tutto esso mira a stabilire una egemonia totalitaria sul tempo e sullo spazio. Riguardo al tempo. Quelle che non sono state sconfitte da una tecnologia militare superiore sono state sedotte dallo scintillio del mondo materiale creato dalle scienze moderne.

Tuttavia il declino della sovranità dello stato nazione non significa che la sovranità, in quanto tale, sia in declino. I sistemi contemporanei della comunicazioni non sono subordinati alla sovranità: al contrario è la sovranità che sembra subordinata alla comunicazione, o meglio la sovranità si articola nei sistemi di comunicazione.

Questi i tratti essenziali, a cui è utile aggiungere alcuni importanti dettagli. Ma si tratta di copie sbiadite cura di alcolismo nelle cliniche statali di Mosca omonimi fenomeni del secolo scorso. La dirigenza americana inclina pericolosamente verso il protezionismo? Per misurarla è utile osservare la proiezione dello schieramento della NATO dalla Germania Ovest fino al ventre molle della profondità strategica russa, ricordare che il blocco atlantico supera la Russia di quattro volte per popolazione, di dieci volte per spesa militare, di venti volte per potenza economica.

In quanto la borghesia della nazione oppressa difende il proprio nazionalismo borghese, noi siamo contro di essa. E se si decide di resistere si incontra Putin. Ad esempio potreste averlo trovato nel Venezuela bolivarista, mentre concorda politiche energetiche con il governo locale o mentre fornisce grano e cooperazione politica e militare. O in Corea del Nord: il mondo accerchia Pjongjang, Putin manda un segnale, aprendo una nuova linea di traghetti con Vladivostok.

E ancora in Donbass, in Siria, nelle Filippine. La stesso pensiero di un altrove cura di alcolismo nelle cliniche statali di Mosca, di un altro temposoppresso negli anni novanta, recentemente riaffiorato, verrebbe inghiottito nel buco nero del pensiero unico. Nella rappresentazione dei nostri organi di informazione Putin è onnipotente, cura di alcolismo nelle cliniche statali di Mosca ovunque, è il male che si annida nel sistema, perché la sua stessa esistenza ne mette a nudo le negate criticità.

Il vostro nemico lo sa bene che Putin è dalla vostra parte: e voi no? Sono, e sempre saranno, la linea Maginot della sinistra. E pensare che lo stesso Foucault avrebbe dovuto in teoria avvertirli, spiegando che oggi le strategie del potere sono orizzontali e non verticali, molecolari e non molari cioè grosse, nel suo curioso linguaggio. Siamo giunti, in questo modo, alla seconda questione: la natura del potere nella Russia di Putin.

Ed è vero: la Russia è un paese capitalista. Terza verità: Putin non si professa comunista. In ogni caso Putin è un leader di estrazione liberale che ha preso cura di alcolismo nelle cliniche statali di Mosca le distanze dal passato sovietico.

Si tratta di cose risapute, ma che ritengo di ribadire per chiarire che non intendo negare né perdere di vista un simile dato di fatto. Alcuni leggono la storia del socialismo in Russia come fosse quella di una invasione aliena. I marxiani sarebbero sbarcati dalla loro grande astronave il 6 novembre e, dopo aver governato il paese per 74, gloriosi, anni, si sarebbero imbarcati nuovamente il 26 dicembre per tornare al rosso pianeta natale senza lasciare traccia apparente del loro passaggio, che quindi sarebbe un intervallo fra due stagioni di medioevo monarchico.

Alcune proposte vennero avanzate da una fazione soccombente, e poi, dopo la fine dello scontro, fatte proprie dagli avversari. Tutte queste cose vennero fatte, ma dopo la sconfitta politica dei loro promotori, dalla maggioranza che aveva vinto la lotta per il potere sostenendo tesi opposte.

Un esempio potente di necessità del divenire storico, e di come le linee teoriche del socialismo russo si siano adeguate non a velleità personali, ma a necessità materiali e impellenti sorte dal profondo della società. Un unico che esige di essere accettato o respinto in blocco, senza distinguo di circostanza. Pacificato, quindi, il socialismo con la Russia, confrontiamo il paese di Lenin e quello di Putin.

Si addebita a Putin di consentire ampie divaricazioni sociali. Non succedeva lo stesso al tempo della NEP, con la devastante repressione salariale abbattutasi sugli operai, la disoccupazione di massa, la sostanziale riduzione dei sindacati a strumento delle deliberazioni del partito e la concomitante ascesa economica di kulaki e nepmeni 9?

Su questo argomento esistono interessanti e sorprendenti studi. Questi dati sono utili in termini di tendenza, ma sembrano sottovalutare largamente il settore pubblico russo. Il Fondo Monetario Internazionale Hughes et al. Altre industrie, come costruzioni, trasporti, e alta tecnologia, sono cadute nelle mani di imprenditori vicini al presidente. Tuttavia nel complesso il sistema ha tenuto e i consumatori poveri di prodotti di prima necessità, made in Russiafatte le debite proporzioni, sono stati toccati dalla crisi meno della classe media alle prese con i cura di alcolismo nelle cliniche statali di Mosca rivalutati dei prodotti di importazione.

Il governo ha vuotato per intero il Fondo di Riserva, dilapidando miliardi di dollari in tre anni e grazie a questo sforzo i traumi sono stati contenuti. La vita della massa di famiglie russe è quindi mantenuta con discreti sforzi ad un livello compreso fra una povertà dignitosa ed una decorosa agiatezza.

Questo dettaglio, inserito in un contesto di continuo miglioramento di tutti gli indicatori principali della qualità della vita aspettativa di vita, numero di omicidi e suicidi, fertilità, criminalità etc… ci rivela una sostanziale tenuta della compattezza sociale.

Non a caso gli indici GINI rilevati dalla United Nations University World Institute for Cura di alcolismo nelle cliniche statali di Mosca Economics Research indicano una progressiva riduzione delle diseguaglianze economiche a fronte di un simmetrico aumento registrato nei paesi occidentali.