Medicina di alcolismo moderna

Alcolici: quando, quanto e come

A me la ragazza ha smesso di bere quadri

Alcolismo Il concetto di alcolismo non ha un medicina di alcolismo moderna univoco, né nel linguaggio comune, né in quello scientifico; con esso si intende infatti sia qualsiasi abuso di alcol, anche episodico od occasionale alcolismo acutosia uno stato patologico conseguente a un'eccessiva assunzione, prolungata nel tempo e tale da ingenerare dipendenza alcolismo cronico. Anche i sistemi di classificazione medica distinguono tra abuso e dipendenza da alcol: nel primo caso ci si riferisce a un comportamento abnorme nel bere, che comporta disturbi medicina di alcolismo moderna e psico-sociali; nel secondo alla necessità patologica di assunzione.

Alcolismo e abitudine al medicina di alcolismo moderna. Effetti acuti dell'ingestione di alcol. Inquadramento epidemiologico dell'alcolismo. Patogenesi dei danni da alcol. Principali patologie correlate all'abuso di alcolici. Alcol e gravidanza. Alcol e guida di veicoli. Interazioni tra alcol e farmaci. Storia e inquadramento attuale del concetto di alcolismo. L'alcol nelle culture moderne. Il modello patologico. Indirizzi di politica saniitaria.

Alcolismo e abitudine al bere Non è facile stabilire quale possa essere un consumo 'normale' di alcolici. Lo stesso tentativo di definire la dose giornaliera di alcol che possa essere considerata innocua si è dimostrato un compito arduo, se non velleitario, poiché esiste una gamma molto ampia di risposte dell'organismo umano all'alcol. Ciascun individuo, infatti, ha una propria specificità, legata a fattori genetici, fisiologici, psicologici, oltre che socioculturali.

Non è quindi immediata la distinzione tra uso corretto e abuso di una sostanza socialmente accettata e di largo e usuale consumo come l'alcol. Anche il consumo di alcolici 'non corretto', e quindi potenzialmente pericoloso, medicina di alcolismo moderna una definizione, analogamente non facile. Un tentativo autorevole è stato quello effettuato, già alla fine degli anni Sessanta, dall'Organizzazione mondiale della sanità, medicina di alcolismo moderna ha distinto due condizioni principali: l'abitudine al bere e la tossicomania.

Nell'abitudine al bere prevalgono alcuni aspetti, quali il desiderio, e non la necessità, di bere alcolici per avvertirne gli effetti piacevoli e il senso di benessere; la dipendenza dall'alcol è di natura esclusivamente psichica, mentre quella fisica è assente; la propensione ad aumentare le dosi è scarsa, se non nulla; infine, gli effetti nocivi sono circoscritti all'individuo.

Una più recente classificazione dell'alcolismo è quella fornita dall'American psychiatric association nella quarta edizione del Diagnostic and statistical manual of mental disorders DSM-IV,che distingue due forme: l'abuso e la dipendenza. L'abuso si riferisce sia a eccessi occasionali sia a un consumo continuato di medicina di alcolismo moderna, e implica una dipendenza di ordine psicologico, in cui il bere è motivato dalla necessità di sentirsi in forma, nonostante i problemi sociali e occupazionali che ne derivano.

Nella dipendenza, oltre ai medesimi problemi, si evidenzia anche un aumento sia nella tolleranza all'alcol, sia nei sintomi fisici dell'astinenza. La dipendenza si manifesta quindi come un legame inscindibile o difficilmente risolvibile con l'alcol, in assenza del quale compaiono di norma segni più o meno gravi di sofferenza tanto fisica quanto psichica.

Questi concetti, che valgono in linea generale per l'uso di una qualsiasi sostanza che comporti il rischio di dipendenza, sono resi specifici dall'interrelazione di tre elementi, rappresentati dal medicina di alcolismo moderna l'etilistadalla sostanza l'alcol e dall'ambiente la famiglia, la società. È pertanto evidente che, ove medicina di alcolismo moderna condizioni favorevoli - come la disponibilità di bevande alcoliche, una personalità fragile, un ambiente permissivo privo o quasi di forme di controlloscarse medicina di alcolismo moderna sui possibili medicina di alcolismo moderna - la dipendenza da alcol si svilupperà in maniera medicina di alcolismo moderna o meno intensa, a seconda del rapporto tra questi elementi.

Importante è anche la condizione individuale del soggetto, intesa sia come patrimonio enzimatico, sia come abitudine all'uso moderato o meno di bevande alcoliche, cui corrisponde un grado relativo di induzione enzimatica, e l'eventuale presenza di patologia epatica o gastrica. Questo vuol dire, considerando un valore medio di suscettibilità all'alcol, medicina di alcolismo moderna saranno sufficienti 4 bicchieri di vino per determinare euforia e da 4 a 9 bicchieri per provocare ubriachezza oppure, rispettivamente, boccali di birra o bicchierini di superalcolici per l'euforia, e boccali o bicchierini per l'ubriachezza.

Se medicina di alcolismo moderna manifestazioni da intossicazione acuta si verificano anche per l'ingestione di modiche quantità di alcol, medicina di alcolismo moderna viene definita 'patologica'. Inquadramento epidemiologico dell'alcolismo L' Italia è il maggior produttore di vino del mondo, con una quantità annua di milioni di ettolitri, seguita dalla Francia con circa 60 milioni e dalla Spagna con 30 milioni; il numero delle persone coinvolte nella produzione e nello smercio di bevande medicina di alcolismo moderna è valutabile intorno ai 5 milioni.

Il consumo medio pro capite annuo pone l'Italia ai primi posti nella graduatoria mondiale, ed è pari a 73,2 l di vino, 19,5 l di birra e 23,4 l di superalcolici per abitante, cui corrisponde un consumo medio pro capite di 28,1 g di alcol al giorno, sebbene anche nel nostro paese, come in quasi tutto il mondosi registri una significativa tendenza alla diminuzione Salomon Si valuta che in Italia vi medicina di alcolismo moderna circa 4 milioni di 'bevitori eccessivi', dei quali 1,2 milioni affetti da dipendenza.

La mortalità correlata all'abuso di alcolici, inclusiva anche della quota derivante da incidenti stradali, omicidi e suicidi, è di circa Ma è probabile che questa sia una sottostima, se si considera che in numerosi casi, in particolar modo in riferimento alle malattie neoplastiche, sfugge l'associazione con l'abuso di alcol. Dal punto di vista fenomenologico, l'alcolismo non segue un modello di diffusione omogeneo, pur essendo riscontrabile in tutte le classi e i ceti sociali.

Differenze significative si riscontrano tra Nord e Sud, da regione a regione in alcune, come il Veneto, la Valle d'Aosta, il Trentino, l'abuso di alcol costituisce un vero e proprio problema sociale e, nell'ambito di una stessa regione, tra città, campagna e zone montane, dove il consumo di alcolici è in genere più elevato.

Nelle diverse fasce di età, il picco della prevalenza dell'alcolismo si colloca tra i 40 e i 50 anni, sebbene una seconda punta si osservi nella medicina di alcolismo moderna tra i 65 e i 75 anni. Il rischio di sviluppare dipendenza dall'alcol è legato a fattori di varia natura: sociale, come disoccupazione, condizioni abitative precarie, frequenti incidenti, solitudine, infortuni sul lavoro, fenomeni di criminalità minore; medicina di alcolismo moderna, come divorzio o separazione, abuso sul coniuge o sui figli; occupazionale, con predilezione per certe attività lavorative operai, muratori, cuochi, barman, rappresentanti, marinai, casalinghe ; psicologica, come stati ansiosi, gelosia, fobie, depressione, lutti; fattori predisponenti sono anche uso di droghe leggere per periodi prolungati, terapie psicofarmacologiche e precedenti di abuso alcolico.

Patogenesi dei danni da alcol I meccanismi patogenetici che vengono chiamati in causa nel danno provocato dall'uso inadeguato di alcol sono fondamentalmente legati a un'azione diretta dell'etanolo e alle alterazioni metaboliche che conseguono a un'eccessiva metabolizzazione della molecola a livello epatico, cioè aumentato consumo di ossigeno, iperproduzione di acetaldeide, accumulo di radicali liberi e successivi fenomeni di lipoperossidazione.

L'aumento della microviscosità di membrana è ritenuto responsabile delle alterazioni nella neurotrasmissione che trovano espressione nei fenomeni neurotossici dell'intossicazione acuta e sono simili a quelle che si ottengono con l'impiego degli anestetici. L'irrigidimento della membrana sinaptica, indotto dall'abuso cronico, potrebbe spiegare la cosiddetta 'tolleranza', cioè quel fenomeno per il quale per ottenere lo stesso tipo di effetto psicotropo secondario a fluidificazione sono necessarie quantità sempre maggiori di alcol.

Uno dei fattori responsabili della dipendenza fisica da alcol potrebbe essere appunto la necessità di apportare senza interruzioni questo elemento capace di ricostituire la normale fluidità delle membrane. Sembra che i cambiamenti di fluidità di membrana e, conseguentemente, dell'attività recettoriale, siano responsabili delle alterazioni della fase precoce della risposta linfocitaria degli etilisti, e quindi di uno dei principali meccanismi di riduzione della risposta immunitaria, delle difese contro le infezioni e delle funzioni di cellule attivabili quali quelle endocrine.

Oltre ai meccanismi di tossicità diretta, nell'intossicazione alcolica un ruolo di grande importanza appare svolto anche dai meccanismi di tossicità indiretta, attraverso i danni indotti da metaboliti, quali l'acetaldeide, e dall'accumulo di prodotti di ossidazione. Principali patologie correlate all'abuso di alcolici L'abuso di alcol comporta alterazioni a livello di numerosi organi e apparati, con quadri patologici diversi medicina di alcolismo moderna seconda che si tratti di manifestazioni acute o croniche; di particolare interesse sono le alterazioni a livello medicina di alcolismo moderna fegato, del pancreas, del canale digerente, del sistema nervosodegli apparati cardiovascolare e respiratorio e del sistema endocrino.

Non meno importanti sono i deficit nutrizionali che si instaurano nell'alcolista: oltre a produrre lesioni sul tratto alimentare Addolorato et al. Poiché l'etanolo si diffonde medicina di alcolismo moderna attraverso la placenta, dopo circa un'ora dall'assunzione i livelli di alcolemia medicina di alcolismo moderna tessuti fetali sono sovrapponibili a quelli del sangue materno, mentre il decremento risulta nettamente rallentato nel feto rispetto alla madre.

L'alcol ha dunque un effetto teratogeno diretto, che si manifesta in quella che gli studiosi hanno identificato come 'sindrome feto-alcolica', le cui caratteristiche principali sono: ritardo mentale, microcefalia, ritardato accrescimento, anomalie cardiache, malformazioni, parti medicina di alcolismo moderna, aborto.

Responsabile della tossicità dell'etanolo sul sistema nervoso centrale fetale sarebbe soprattutto l'acetaldeide, poiché l'attività dell'enzima acetaldeide deidrogenasi è nel feto più medicina di alcolismo moderna che nell'adulto.

L'alcol provocherebbe anche una riduzione della circolazione ombelicale e placentare, responsabile di ipossia cronica fetale. Alcol e guida di veicoli L'assunzione di quantità elevate di alcol ha numerose ripercussioni sull'attitudine alla guida: abilità ridotta, incapacità di fronteggiare gli imprevisti, tendenza a distrarsi, sopravvalutazione delle proprie possibilità, rallentamento dei riflessi, diminuzione delle capacità uditive, visive e di valutazione della reale posizione del veicolo.

Va sottolineata la pericolosità dell'interazione dell'alcol con i farmaci psicotropi, che ha un effetto sinergico nei confronti delle prestazioni motorie e cognitive.

In particolare, l'etanolo favorisce l'assorbimento di alcuni composti, come, per es. Storia e inquadramento attuale del concetto di alcolismo di Hasso Spode 1. L'alcol nelle culture moderne L'alcol è sempre stato ed è tuttora la più diffusa sostanza psicotropa al mondo. La maggior parte delle culture distingue tra consumo eccessivo e consumo lecito o prescritto, ma i criteri alla base di tale distinzione sono estremamente diversi.

Diversamente dalle società premoderne, in cui lo stato di ebbrezza collettivo e ritualistico era ritenuto un mezzo irrinunciabile per attingere l'esperienza trascendentale e per consolidare i vincoli sociali, la sobrietà è oggi considerata, anche da chi non ha cognizioni mediche, la condizione 'normale', pur ammettendo limitate eccezioni a tale regola. Anche se non c'è accordo sull'ampiezza e la forma di tali eccezioni, occorre precisare che il concetto usuale di abuso ha limiti molto più ristretti rispetto a quello medico: poiché il consumo di alcol produce effetti percepiti come piacevoli e il più delle volte considerati stimolanti in quanto facilitano il contatto e riducono le tensioni ecc.

Se è considerato deviante il comportamento che caratterizza l'alcolista, altrettanto lo è, in molti paesi, l'essere astemi. Sia per gli individui sia per le culture vale la considerazione che quanto maggiore è il consumo di alcol, tanto più ridotto è l'ambito del concetto di abuso. Sotto l'aspetto tipologico si possono distinguere culture astemie, ambivalenti, permissive e ultrapermissive Bales Non sono ancora sufficientemente chiari i criteri alla base di tali definizioni la religione fornisce una motivazione importante, ma non esauriente.

In questi ultimi decenni si manifesta una medicina di alcolismo moderna verso la cultura 'ambivalente', cioè verso un adeguamento al modello nordamericano e mitteleuropeo, tanto più che è in declino la cultura mediterranea 'permissiva' in Italia, il consumo pro capite è diminuito di un terzo dal al Il modello ambivalente è caratterizzato da una grande variabilità medicina di alcolismo moderna consumo in linea generale si considera che un decimo della popolazione assorba metà del consumo nazionale : l'alcol non viene, o non viene più, considerato una sostanza nutritiva, ma, in primo luogo, un mezzo per procurarsi piacere ed medicina di alcolismo moderna, il cui uso in ambito domestico o nel tempo libero arriva non di rado a sporadici eccessi.

Rispetto al modello 'permissivo', la proporzione dei non consumatori e dei consumatori moderati è relativamente alta, come anche quella delle persone classificate come alcoliste. Il modello patologico L'alcolismo è un concetto dell'età moderna Spode In passato, uno stato di forte e continua ubriachezza era ritenuto solo sporadicamente una tossicomania, mentre era in medicina di alcolismo moderna considerato un difetto morale; nelle competenze mediche ricadevano esclusivamente le conseguenze somatiche provocate dall'abuso di alcol.

La teoria ancora oggi dominante si riallaccia alla medicina di alcolismo moderna, formulata nel dagli Alcolisti anonimi, di una 'allergia' all'alcol, tesi sviluppata a dottrina scientifica dalla cerchia di studiosi riuniti intorno a E. Jellinek presso lo Yale center oggi Rutgers center. Secondo tale tesi, l'assunzione di alcol conduce persone biologicamente predisposte a perdere qualsiasi controllo del bere e andare incontro a un processo patologico sfociante in una completa dipendenza e in un decadimento sia fisico sia morale, con una sintomatologia articolata in diversi stadi prodromici, critici e cronici e tipologie distinte mediante lettere greche, medicina di alcolismo moderna alfa alla epsilon.

Soltanto dopo aver toccato il 'punto più basso', l'alcolista è disposto ad accettare una medicina di alcolismo moderna finalizzata al raggiungimento dell'astinenza dall'alcol per il resto della vita. La ricerca scientifica ha mosso critiche crescenti al modello patologico, i cui elementi essenziali - perdita di controllo, decorso progressivo, necessità medicina di alcolismo moderna terapia e dell'astinenza - appaiono insostenibili, almeno per quanto riguarda l'aspetto di una loro generale validità.

Se è vero che il modello patologico dell'alcolismo non deve essere respinto con la motivazione che esso esisterebbe solo nel pensiero ma non nel 'mondo oggettivo' Fingarettein quanto l'alcolismo è certamente una componente del 'mondo', nella misura in cui produce percezioni e determina azioni, è altrettanto vero che l'alcolismo non è definibile solo a livello somatico, ma rappresenta anche una 'costruzione sociale', che evidenzia con esemplare chiarezza il condizionamento che sul corpo esercitano i fattori culturali.

Indipendentemente dalle conoscenze teoriche, ne vanno quindi ricercate le implicazioni sociali. Indirizzi di politica sanitaria Dopo un lungo periodo di relativa tolleranza, iniziato con l'abolizione del proibizionismo negli USA neldagli anni Settanta medicina di alcolismo moderna è registrato nuovamente, nella politica e nella scienza, un atteggiamento sempre più critico nei confronti dell'alcol, che in linea di massima si richiama all'apparato legislativo proibizionista propagandato, dall'Ottocento in poi, dai movimenti antialcolisti e attuato in numerosi paesi ScandinaviaMedicina di alcolismo moderna ecc.

Tuttavia, mentre è accertata - almeno per brevi archi temporali - una correlazione negativa tra l'incidenza di gravi malattie dovute all'alcol e il suo medicina di alcolismo moderna pro capite, resta alquanto vaga la conferma di un rapporto tra quest'ultimo e l'alcolismo. In contrasto con la tesi della 'sobrietà' - legata soprattutto al modello patologico di Jellinek e diretta a medicina di alcolismo moderna particolare risalto ai rischi somatici, come la cirrosi epatica - troviamo anche una teoria più tollerante verso il consumo di alcol, frequentemente caratterizzata da un atteggiamento critico nei confronti del modello patologico e propensa a sottolineare maggiormente le implicazioni sociali e psichiche.

Secondo tale tesi, le misure proibizioniste finirebbero per aumentare l'incidenza dell'alcolismo, perché togliendo legittimità a un consumo integrato nel contesto sociale si darebbe forza a subculture nelle quali l'alcol assume un alto valore simbolico. Viceversa possono rivelarsi efficaci provvedimenti moderati e non discriminanti volti a restringere la possibilità di far uso di alcolici per es. In questo dibattito, un ruolo chiave spetta al confronto storico e antropologico e, in particolare, appare opportuno ricondurre la controversia sulla politica da adottare nei confronti del consumo dell'alcol nel quadro delle macrotendenze sociali, finora non sufficientemente indagate.

In età moderna, l'atteggiamento verso l'alcol è cambiato drasticamente da una generazione all'altra: più che la quantità del consumo sembrano aver avuto un ruolo decisivo la cultura del bere e le paure e i conflitti indotti da rapidi cambiamenti sociali, in rapporto ai quali è stato talora strumentalizzato lo stesso sapere scientifico. Addolorato et al. Alcohol policy and the public gooded. Edwards, Oxford, Oxford University Press, Biomedical and genetic aspectsed.

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