Comportamento deviante di corso di alcolismo

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Termini come "peccato", "male" e "immoralità" esistevano in sistemi religiosi, tradizioni e superstizioni premoderni, e continuarono a essere usati anche dopo che lo stato moderno sovrappose a essi la propria potente terminologia legale e legislativa.

Prima che fosse definito il concetto di "crimine" esisteva il comportamento deviante, dannoso, indesiderabile, cattivo, problematico o peccaminoso; prima del concetto di "ritardo mentale" c'erano le persone stupide, prima del concetto di "depressione" c'era la tristezza o la malinconia, e prima del concetto di "alcolismo" l'ubriachezza.

Quest'ultimo sviluppo è cruciale. La devianza criminale, per es. Tra tutti i fondatori della teoria sociale classica, E. Il suo interesse pionieristico per il tema dell'ordine sociale lo condusse ad affrontare proprio quegli argomenti la funzionalità della devianza, la relatività delle regole, la natura della regolamentazione morale che poi divennero le questioni teoriche centrali della s.

Nelle concezioni sociologiche della devianza D. Comportamento deviante di corso di alcolismo individua tre contrapposizioni ricorrenti: a tra correzione studiamo i fenomeni devianti perché vogliamo estirparli comportamento deviante di corso di alcolismo comprensione il nostro interesse è capire, perfino empaticamente, i fenomeni devianti ; b tra patologia la devianza è una variante intollerabile e intrinsecamente indesiderabile della comportamento deviante di corso di alcolismo e diversità la devianza è una variante, o un mutamento, tollerabile, che, per ragioni estrinseche, è considerata negativamente ; c tra semplicità la devianza, in quanto scostamento dalla normalità, è un fatto ovvio e complessità la devianza è un fenomeno difficile da definire, dati i suoi rapporti talvolta paradossali con la normalità, cui spesso si sovrappone.

La Scuola di Chicago. Fenomeni come il crimine, la delinquenza e il ''vizio'' erano considerati minacce alla moralità dominante e alle concezioni vigenti dell'ordine sociale. Gli scienziati sociali appoggiavano movimenti di riforma miranti a rendere più efficienti, umane e ''progressiste'' le istituzioni ufficialmente deputate al controllo sociale correzionalismo. Le loro teorie si basavano sul paradigma della patologia e della semplicità.

Le sue descrizioni, molto dettagliate, delle bande giovanili, della criminalità organizzata, della prostituzione, del vagabondaggio, ecc. Questi resoconti, apparentemente tesi a suffragare una concezione della devianza come fenomeno semplice e patologico, paradossalmente fornirono prove a favore della tesi della diversità e della complessità.

La delinquenza faceva parte del ''crescere nella città''; vizio e criminalità organizzata erano pienamente integrati nell'apparato politico e in quello preposto all'applicazione della legge. I punti deboli della Scuola di Chicago sono stati messi in rilievo già da tempo: il fatto di concentrarsi su micromodelli piuttosto che sulla struttura sociale, il fatto di basarsi su una nozione di disorganizzazione sociale affetta da circolarità logica, ecc.

Le va, comunque, riconosciuto il merito di aver fornito un contributo importante e tuttora valido allo studio della devianza: l'impostazione metodologica imperniata sulla descrizione puntuale e fedele degli universi devianti stili, culture, carriere inseriti nel contesto della vita urbana. Il funzionalismo e i suoi derivati. Richiamandosi alla teoria sociale europea classica specie alle teorie di Durkheim e Weberi funzionalisti s'interessavano dei macromodelli dell'ordine sociale.

Nella teoria di T. Parsons la devianza era uno scostamento dagli standard normativi, da spiegarsi in termini di socializzazione difettosa o di aspettative di ruolo. Comunque, malgrado la loro dichiarata mancanza d'interesse per la devianza in sé considerata il prodotto di scarto di una macchina mal funzionanteil funzionalismo e le concezioni a esso ispirate contribuirono allo studio del fenomeno con due idee assai importanti.

Le funzioni positive della devianza. Questa idea si fa risalire alle prime tesi di Durkheim sulla ''normalità del crimine''. Il crimine, secondo Durkheim, è un fatto sociale non solo in senso statistico, ma anche in quanto svolge precise funzioni sociali. Una società senza devianza è impossibile da immaginare. Il crimine, lungi dall'essere puramente distruttivo, mantiene la stabilità sociale. La devianza è dosata in modo che ogni società ottiene la quantità e il tipo di devianza di cui ''necessita''.

Più precisamente e più proficuamente tutte queste funzioni dovrebbero essere considerate funzioni non della devianza ma delle reazioni alla devianza.

L'anomia e le teorie delle subculture. In questo caso non si tratta degli aspetti della devianza ritenuti ''normali'' o ''sani'', ma delle sue origini nella ''anormale divisione del lavoro'', in certi tratti patologici della società moderna emergente.

Il famoso termine durkheimiano ''anomia'' si riferiva alla caratteristica dissociazione, nella società moderna, dell'individualità dalla coscienza collettiva. I desideri individuali, che emergono dal loro ''abisso insaziabile e senza fondo'', non sono sufficientemente regolati o controllati.

L'anomia era lo stato di mancanza di norme prodotto dalla rapida fuoriuscita dalla società tradizionale, ed esacerbato dalle crisi sociali ed economiche. Nel suo famoso studio su Le suicide. Tali ''devianti anomici'' potevano essere distinti sia dal ''deviante biologico'', presente anche nella società più perfetta, sia dal ''ribelle funzionale'', una persona normale che sceglie di reagire a un ordine sociale anormale o ingiusto.

In quello che è considerato il più importante scritto di s. Per Merton l'anomia non era più l'assenza di norme, ma la conseguenza non voluta di un divario strutturale tra fini e mezzi. In una società che dà troppa importanza al successo personale, al raggiungimento di traguardi cui tutti dovrebbero aspirare ''il sogno americano''e che tuttavia possiede una struttura che non offre a tutti uguali opportunità o uguali mezzi per raggiungere questi traguardi, si determina una tensione permanente.

La risposta più comune a questa situazione sarà sempre il conformismo, cioè l'accettazione dei mezzi legittimi e culturalmente prescritti come l'impegno individualenonché dei traguardi approvati. Ma esistono anche adattamenti devianti, di cui i più importanti sono l'innovazione e la rinuncia. La più importante conseguenza di tale concezione, per lo studio della devianza, è stata lo sviluppo delle teorie delle comportamento deviante di corso di alcolismospecie a proposito della delinquenza giovanile.

Queste teorie, pur parecchio diverse comportamento deviante di corso di alcolismo loro, hanno in comune due caratteristiche: si basano tutte sul presupposto che la delinquenza sia una soluzione culturale condivisa di problemi indotti strutturalmente, e tutte rappresentano un tentativo di combinare un macromodello derivato da una teoria sul tipo di quella dell'anomia con un micromodello derivato da una teoria sul tipo di quella della Scuola di Chicago.

Le teorie della reazione sociale. La tesi principale dei nuovi teorici era che la variabile cruciale nello studio della devianza fosse non l'attore il suo patrimonio genetico, la sua personalità, il suo status sociale, o altro e neppure comportamento deviante di corso di alcolismo la sua presunta pericolositàma piuttosto la pubblica opinione. Le teorie ''positiviste'' convenzionali studiano il comportamentodi cui cercano d'individuare le cause alla luce di un qualche modello deterministico biologico, psicologico o sociale.

Le nuove teorie non solo hanno messo in discussione il determinismo in nome di un modello meno rigido comportamento deviante di corso di alcolismo umana, ma hanno evitato ogni tipo di spiegazione causale; inoltre hanno integrato a volte sostituito lo studio del comportamento con quello della reazione sociale. Il problema della definizione : perché e come, in primo luogo, viene creata una categoria deviante?

Il problema della classificazione : come sono classificati i singoli casi che rientrano nella suddetta categoria? Nel modello medico della devianza la ''classificazione'' si chiama ''diagnosi'': per es. Nel modello criminale la classificazione dell'atto questo atto particolare è veramente un caso di furto? Il problema degli effetti : quali sono le conseguenze sociali del fatto di aver etichettato come deviante un atto, un attore o un gruppo?

In particolare, per quale strana concatenazione di eventi i tentativi di eliminare la devianza a volte sortiscono l'effetto opposto, ovvero comportamento deviante di corso di alcolismo, amplificano e istituzionalizzano proprio il comportamento ''incriminato''? A loro volta anche le possibili risposte agli interrogativi elencati si situano a tre diversi livelli: il primo è quello strutturale e storico, il secondo è quello organizzativo, il terzo è quello interazionale o psicologico.

Al quesito della classificazione si potrebbe rispondere politicamente perché sono stati presi di mira i gruppi più marginali e privi di potere? Gli effetti potrebbero essere descritti in termini psicologici: i cambiamenti nell'identità e comportamento deviante di corso di alcolismo di sé prodotti dall'etichettamento, dalla stigmatizzazione o dalla segregazione. La maggior parte delle ricerche nel campo della devianza fatte dopo gli anni Sessanta segue l'una o l'altra di queste comportamento deviante di corso di alcolismo.

Esistono quindi moltissimi studi su argomenti quali: le origini storiche di particolari sistemi di controllo; le dinamiche delle ''crociate morali'' che cercano di creare nuove categorie devianti o di cambiare le vecchie; il funzionamento quotidiano delle istituzioni preposte al controllo sociale; la rappresentazione della devianza nei mass media ; comportamento deviante di corso di alcolismo dipendenza delle statistiche ufficiali sulla devianza da strati di significati costruiti socialmente; i modi in cui le forme problematiche della devianza diventano proprietà pubblica di gruppi professionali; la formazione di stereotipi sulla devianza; il processo in base comportamento deviante di corso di alcolismo quale vengono create e gestite le identità e le carriere devianti.

Politica e politica sociale. Gli anni Sessanta hanno visto l'affermarsi di numerosi movimenti sociali volti a indebolire, scavalcare o perfino abolire le strutture convenzionali di controllo appartenenti ai diversi sistemi: legale, assistenziale, psichiatrico.

Sono state propugnate e anche adottate delle alternative innovanti e radicali rispetto alle strutture e alle ideologie vigenti. In alcuni casi questi movimenti per es. In altri casi sono stati i professionisti stessi che hanno dato vita a movimenti per riformare o perfino abolire le discipline o i monopoli di loro competenza.

A volte l'oggetto dell'attacco era ''il potere'': le procedure, le istituzioni e l'apparato attraverso cui si esercitava ufficialmente il controllo sociale. A volte l'oggetto dell'attacco era ''la conoscenza'': teorie e paradigmi alternativi furono contrapposti ai modelli accademici convenzionali della devianza, come quello della criminologia positivista, la teoria giuridica liberale, i modelli medici della malattia mentale o dell'abuso di droga, ecc. In altri casi l'obiettivo era più politico e utopistico: prevedeva l'abolizione completa delle categorie cognitive, dei paradigmi propri delle singole discipline e delle strutture di potere.

Le critiche. La teoria è stata di volta in volta accusata di un eccessivo relativismo e pluralismo, di eludere le questioni della motivazione e della causazione, comportamento deviante di corso di alcolismo attribuire potere causale all'atto dell'etichettamento. Si è sostenuto che, col suo concetto di devianza deliberatamente ambiguo e mutevole, la teoria perda di vista l'aspetto comportamento deviante di corso di alcolismo dell'atto e le sue varianti dipendenti da variabili sociologiche standard, quali la classe, il sesso, il potere, la cultura, ecc.

Alcuni critici reputano banale e ovvia la duplice insistenza sulla relatività delle regole e sul fatto che tutti gli eventi sociali sono costruiti socialmente. Da un punto di vista opposto fenomenologia ed etnometodologiala teoria è considerata troppo poco attenta alle problematiche della costruzione sociale. Da un'altra prospettiva ancora, i critici radicali sottolineano la presunta difficoltà che la teoria incontrerebbe nel passare da un'analisi interazionistica a un discorso in termini di potere e di tipo storico; questa difficoltà dipenderebbe dal fatto che la teoria considera la sequenza ''comportamento-reazione'' come una coppia di eventi contrapposti ed episodici, isolati dalle regole e dai modelli d'infrazione dominanti in un certo periodo storico.

Le repliche a tali critiche riconoscono che alcune sono giustificate, altre dipendono da un fraintendimento. La teoria era semplicemente una ''prospettiva'' sulla devianza e non ha mai preteso di offrire un'alternativa alle spiegazioni convenzionali del comportamento.

Non si possono negare né le differenze ''obiettive'' di manifestazione, distribuzione e portata dei vari comportamenti giudicati devianti, né l'importanza di spiegare queste differenze; ma la classificazione deve sempre essere considerata problematica.

Se l'esistenza di una regola non significa che questa sarà seguita e le diverse infrazioni saranno modellate socialmente secondo la classe, l'età, il sesso, ecc. Le teorie radicali.

In Gran Bretagna, specialmente, alla teoria dell'etichettamento si diede una netta svolta: a annoverando comportamento deviante di corso di alcolismo reazione sociale fra i meccanismi più generali del potere statale; b considerando gli adattamenti devianti come comportamenti razionali, significativi e implicitamente di carattere politico.

I radicali sostenevano che il concetto generico di ''devianza'' non fosse adatto per comprendere la natura del potere statale. Secondo loro il capitalismo moderno aveva generato due categorie di devianti: i ''rifiuti della societ'a'' social junkcioè forme di comportamento che non costituivano una minaccia per l'ordine sociale vigente e che potevano essere affidate comportamento deviante di corso di alcolismo cure di assistenti sociali o psichiatri, oppure essere benevolmente ignorate; e la ''dinamite sociale'' social dynamitecioè forme di comportamento percepite come una minaccia per l'ordine politico, la sicurezza individuale o la proprietà privata, e che quindi erano strettamente sorvegliate e severamente punite dallo stato.

Furono fatti alcuni tentativi per reinterpretare certe forme di devianza ''leggera'' sessualità, uso occasionale di droga, malattia mentale in termini politici, ma l'attenzione si era chiaramente spostata sul crimine.

I teorici radicali si muovevano lungo due direzioni. Ideologie come ''il governo della legge'' furono spiegate come modi per proteggere la proprietà privata, per mantenere l'ineguaglianza e la gerarchia di classe perfino legittimandole come giusteper piegare comportamento deviante di corso di alcolismo politica, per dividere la classe lavoratrice e per ottenere una forza lavoro ben disciplinata.

Comportamento deviante di corso di alcolismo stessa analisi dell'origine e del contenuto della legge fu poi estesa alla questione dell'applicazione della legge e al problema della punizione.

Si giunse a comportamento deviante di corso di alcolismo che l'insistenza con cui comportamento deviante di corso di alcolismo pubblica e il mondo accademico mettevano sotto accusa i crimini della strada i reati tipici dei deboli, dei poveri e degli emarginati era un atteggiamento di carattere ideologico, una mistificazione che mirava a celare i ''veri'' crimini, cioè i crimini commessi dai detentori del potere comportamento deviante di corso di alcolismo e politico, e la categoria, ancor più generale, delle violazioni dei diritti umani.

La seconda direzione lungo cui si muovevano i teorici radicali verteva sull'eziologia del crimine: essi cercarono di dimostrare che il capitalismo in sé è ''criminogeno''. Nozioni quali comportamento deviante di corso di alcolismo di "tensione", "anomia" e "opportunità bloccata" furono ricondotte nell'ambito dell'economia politica.

Si trattava, secondo i radicali, di caratteri intrinseci, non correggibili, del capitalismo moderno. Le cause del crimine risiedono nell'ineguaglianza, nell'abbrutimento, nel lavoro degradante, nella disoccupazione e nell'alienazione. Tutte queste tesi sono state criticate in base al fatto che i legami esatti tra devianza e capitalismo restano indimostrati e forse sono indimostrabili. Il modello radicale si risolve in una sorta di ''funzionalismo di sinistra'', in cui la complessa dialettica della devianza e del suo controllo è ridotta alle necessità dell'ordine sociale capitalistico.

In risposta a queste osservazioni, alcuni radicali hanno cercato di perfezionare ulteriormente comportamento deviante di corso di alcolismo marxista tradizionale: alcuni si sono dedicati all'analisi comparativa delle società socialiste, altri hanno rivisto le proprie posizioni originarie e hanno finito per riconoscere la ''realtà'' del crimine e della vittimizzazione convenzionali.

Le polemiche suscitate dalla teoria dell'etichettamento continuano tuttora, ma non si vede alcuna alternativa effettiva a tale teoria. Gli sviluppi teorici più promettenti potrebbero venire da quattro concezioni affini: la teoria critica del controllo sociale; il costruzionismo sociale; il femminismo; il pensiero di M. In comportamento deviante di corso di alcolismo di revisione critica della teoria del controllo sociale si sta abbandonando il modello centrato sullo stato e la concezione secondo cui il controllo sociale si ridurrebbe esclusivamente all'''insieme delle reazioni organizzate alla devianza''.

È in corso di elaborazione un modello di controllo più antropologico, che ruota intorno alla nozione di ''controllo della vita sociale''. Il problema di come siano costruite e gestite socialmente determinate categorie, quali la ''devianza'' e il ''problema sociale'', viene affrontato dal costruzionismo sociale applicando un paradigma derivato dalla sociologia della scienza e della conoscenza. L'eredità di Foucault rappresenta una sfida radicale lanciata agli studiosi della devianza e del controllo.

Le implicazioni delle sue genealogie dei sistemi di controllo sociale, la sua topologia del potere normalizzante in aree come quelle della salute mentale e della sessualità e la sua teoria generale del rapporto tra potere e conoscenza possono ancora esercitare la loro influenza su discipline quali la giurisprudenza, la psichiatria, la criminologia e la s.